28 Luglio 2006

WTO: falliti i dialoghi, i paesi del sud ne pagano il prezzo

USA e UE rifiutano di ritirare i sussidi all'agricoltura e i dazi per le merci in entrata rendendo impossibile lo sviluppo di un commercio reciproco tra nord e sud del mondo a svantaggio dei Paesi in Via di Sviluppo (PvS)

Fonte: Unimondo (FocSiv e Asia News)

Il fallimento dei dialoghi di Ginevra dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) è un chiaro segnale di come le nazioni industrializzate del mondo non vogliono mettere in agenda lo sviluppo dell’agricoltura e del commercio delle nazioni in via di sviluppo”, che continuano a subire “un rampante sfruttamento economico”. E’ il commento del padre gesuita Cedric Prakash, attivista per i diritti umani noto in tutto il mondo che ad AsiaNews spiega il perché i colloqui informali del Wto siano caduti nel nulla. “Per diversi secoli – spiega il gesuita – il cosiddetto Terzo mondo, che ora è divenuto il mondo in via di sviluppo, è stato il termine ultimo dell’economia mondiale. Dopo il rampante sfruttamento delle proprie risorse, queste nazioni si trovano ora soggette a pratiche di commercio ingiuste che in ultima analisi aiutano i ricchi a divenire più ricchi e costringono i poveri a cadere in miseria”.

Gli incontri si sono articolati fra i rappresentanti di India, Australia, Brasile, Giappone, Stati Uniti ed Unione Europea: sono proprio questi ultimi due membri che, secondo il ministro indiano del Commercio, “hanno fatto collassare i buoni propositi dell’incontro”. Infatti, nonostante le promesse siglate nell’ultimo G8, Bruxelles e Washington si sono opposti alla libera scelta da parte delle nazioni in via di sviluppo dei campi economici da aprire alla competizione estera. Al centro della discordia i sussidi agricoli e Stati Uniti ed Unione Europea hanno fatto collassare l’incontro, accusandosi poi a vicenda per il fallimento. L'intesa all'interno del G6 era ritenuta una precondizione indispensabile per giungere poi ad un accordo globale tra i 149 Paesi del Wto.

Il blocco dell'accordo determina che rimarranno invariate le tariffe e il livello dei sussidi nelle economie occidentali. "Ciò significa" - segnala la Focsiv - "che i paesi più poveri continueranno a subire il dumping dei paesi ricchi perché i sussidi all'esportazione non verranno eliminati, che i produttori di cotone dell'Africa non riusciranno a vendere il loro cotone perché quello sovvenzionato degli USA costa meno, e inoltre che i paesi meno avanzati non potranno usufruire della possibilità di esportare i loro prodotti esenti da dazi e limitazioni quantitative verso i mercati occidentali, una delle concessioni a loro favore negli accordi raggiunti finora".
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